Nel 1967, la IsoRivolta cominciò a progettare e costruire motoslitte. La nuova linea di prodotti si chiamava Iso Neve e comprendeva diversi tipi di modelli per svariati usi e mercati specifici. La motoslitta di maggior successo era la Flying Iso.


Il modello Snoghia era stato commissionato dal gruppo facente capo alla famiglia Haskell-De Tomaso - proprietaria anche della Ghia di Torino - che si occupava della distribuzione in America e Canada.


Di sicuro, la passione di Piero Rivolta per le montagne, i ghiacciai e lo sci, oltre alla sua grande amicizia con Alejandro De Tomaso, influenzarono molto la decisione di entrare nel mondo dei mezzi per la neve.


Il modello Snoghia fu prodotto in larga scala al ritmo di circa 10 mila unità l’anno, finché le vendite in Nordamerica non cominciarono a calare a causa della saturazione del mercato e a nuove norme anti-inquinamento. Negli anni ’70, era diventato antieconomico produrre in Italia e pagare poi anche il trasporto e i dazi, perciò alla fine quel ramo d’attività fu abbandonato.


I modelli a marchio Iso erano pensati per utenti più sofisticati. Quindi, vennero prodotte serie limitate per soddisfare le esigenze del mercato europeo.


Le motoslitte della linea Iso Neve subirono varie importanti modifiche nel corso degli anni, adottando telai d’alluminio per ridurre il peso e migliorare le sospensioni. Erano disponibili con motorizzazioni di potenze diverse.


La versione sportiva della Flying Iso era in grado di raggiungere velocità molto elevate e veniva usata per le competizioni. Apparve anche nel film drammatico ‘Grande slalom per una rapina’ (‘Snow Job’) del 1972, nel quale Claude Killy e i suoi complici eseguivano spericolati inseguimenti su neve e ghiaccio.